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Scusa ma ti chiamo amore

AMT ITALIA

 

Michela Quattrociocche, protagonista di 'Scusa ma ti chiamo amore':
 "Io, la diciassettenne che ha sedotto Raoul Bova"

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ROMA - Diversi i film d’amore che si apprestano a sbarcare nei cinema italiani in vista del fatidico giorno degli innamorati. Da "P.S. I love you" con Hillary Swank all’attesissimo "Parlami d’amore", film scritto, diretto e interpretato da Silvio Muccino. Ultimo ma non ultimo "Scusa ma ti chiamo amore" di Federico Moccia, tratto dall’omonimo libro giovanilistico che ha venduto milioni di copie.
Nonostante le numerose perplessità della critica, alla proiezione avvenuta nel cineforum del liceo romano Giulio Cesare il film è stato salutato da lunghi applausi da parte dei tanti studenti assiepati in sala. Un film dal quale, in verità, nessuno si aspetta molto ma che sicuramente avrà il suo seguito tra i numerosi spettatori che andranno a vederlo (nelle sale dal 25 gennaio, distribuito da Medusa in più di 500 copie).

Niki incontra/scontra Alex. Sono – rispettivamente - una svampita diciassettenne e un brillante pubblicitario di 37 anni. L’amore tra i due sarà quasi immediato e mentre loro sono intenti a vivere l’innamoramento, intorno ruota tutto un mondo di…Onde. Così si chiamano le amiche di Niki, mentre i lucchetti dell’amore invadono Ponte Milvio e i “vecchi” si barcamenano tra matrimoni falliti e tradimenti…

Nel cast uno sprecato Raoul Bova e accanto a lui attori di lungo corso come Pino Quartullo, Cecilia Dazzi e Riccardo Rossi, ma anche giovani promesse come Michela Quattrociocche al suo esordio sullo schermo, nonché ex studentessa del Giulio Cesare: un bel volto con alle spalle qualche campagna pubblicitaria e qualche sfilata come modella.

Michela sei alla prima esperienza cinematografica. Come sei stata scelta?
"Sono stata scelta dopo centinaia di ragazze provinate. Non si trovava la protagonista e un mio vicino di casa mi ha suggerito di presentarmi al casting. Ero al mio ultimo anno di liceo. Ho fatto provini su provini poi alla seconda prova della maturità alla fine hanno deciso e mi hanno presa. Mi ricordo che ero qui nel cortile della scuola".

Il film parla dell’amore tra una diciassettenne un trentasettenne. E’ una storia realistica che può accadere nel mondo che ti è più vicino?
"A me non è mai capitato. E’ capitato ad una mia amica di vivere una storia con un uomo molto più grande. E’ senza dubbio realistica. Non escludo che possa capitare. Perché negarti l’amore?"

Il linguaggio usato è simile a quello che – passami il termine – usate voi giovani?
"Sì molto, però ci sono tante cose che sono state modificate o aggiunte. Però i ragazzi sono così, parlano così. Questa è una cosa che mi stupisce molto di Federico Moccia. Pur avendo più di quarant’anni conosce molto bene il nostro universo".

Hai mai letto qualcuno dei suoi libri?
"Sì, li ho letti tutti e tre".

Avete girato anche alcune scene di sesso con Bova. Ti sei sentita a disagio?
"Ero molto imbarazzata. Avevo accanto a me una persona meravigliosa che mi ha aiutato anche perché non sembra ma sono molto timida… All’inizio molto imbarazzo".


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Quali sono i tuoi registi preferiti?
"Ozpetek e Tornatore sopra tutti. Senza dubbio".

E a questo punto quali sono i tuoi prossimi passi nel mondo del cinema?
"Non ho altre ambizioni al momento. Aspetto che esca il film e voglio godermi questo momento. Al momento mi basta questo. Poi vedremo".

 

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